Categoria: Didattica

Strategie di studio per studenti DSA

I ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), durante lo studio a casa, spesso se non hanno ancora sviluppato strategie compensative efficaci, possono incontrare notevoli difficoltà ed i compiti quotidiani possono diventare fonte di affaticamento e scoraggiamento. A partire da ciò si verifica spesso che gli studenti, dissimulando la propria frustrazione e manifestando comportamenti o di disinteresse o di eccessiva esuberanza o, al contrario, manifestando evitamento e tristezza, accumulino molte lacune e carenze nella preparazione.

Tutto ciò a discapito del buon raggiungimento dei risultati scolastici, che risultano in tutto od in parte insoddisfacenti. Secondo posizionamento siti web roma, per ottenere buoni risultati è bene che lo studio inizi in classe, mentre l’insegnante spiega: lo studente che ascolta deve annotare le informazioni principali. Per lo studente DSA trascrivere ciò che viene detto può essere difficoltoso, ma non impossibile, basta sapere come fare. Egli può utilizzare simboli, note, parole chiave o qualsiasi altra forma che gli permetta di riprendere l’argomento a casa senza sforzo.

Una volta a casa vi sono due cose importanti da fare giorno per giorno: la verifica della comprensione e il recupero delle informazioni principali dell’argomento. Questo lavoro serve per facilitare la comprensione e la memorizzazione in vista della verifica, ma è proprio in questo passaggio che lo studente DSA incontra le maggiori difficoltà. Invece di attuare il metodo classico della lettura e ripetizione ad alta voce, lo studente DSA può aiutarsi con l’uso di mappe concettuali, schemi e immagini che facilitano il mantenimento delle informazioni, questo perché il canale visivo per lo studente DSA è il canale preferenziale. Infine, una volta svolta la verifica in classe è opportuno che gli insegnati verifichino, insieme con lo studente e i genitori, che il metodo di studio utilizzato sia efficace. È importante ricordare che ogni ragazzo è a sé e il metodo da applicare non è uguale per tutti: per stabilire una strategia di studio ottimale è importante partire da una lettura specialistica della diagnosi.

Infatti, se questi studenti ricevono un aiuto da personale qualificato e competente, possono recuperare le lacune rapidamente e sviluppare progressivamente un rapporto positivo con la scuola e raggiungere risultati soddisfacenti, acquisendo così con il tempo nuovo slancio ed energie positive, alimentando la propria autostima, molto spesso indebolita dall’insuccesso scolastico.

In questo scenario, lo studio condiviso con un adulto capace di indirizzare sulla giusta strada da percorrere e di fornire, strada facendo, un riscontro rispetto all’appropriatezza o meno delle azioni messe in pratica, consente allo studente di maturare lo sviluppo delle capacità metacognitive. Queste ultime corrispondono alle capacità legate alla riflessione, il cui possesso consente l’utilizzo in modo opportuno di strumenti compensativi e dispensativi e, quindi, di strategie di fronteggiamento che, complessivamente, conferiscono allo studente una buona fiducia in se stesso.

COME SCEGLIERE I MIGLIORI GIOCATTOLI DIDATTICI PER I NOSTRI BAMBINI

Durante la fase di crescita intellettuale e fisica, tutto ciò che è ludico assume un’importanza davvero notevole per i nostri bambini. Se è vero che ogni tipo di gioco può essere stimolante, va anche detto che cercare di proporre al bimbo/a dei giocattoli che aiutino il suo sviluppo mentale, sarebbe decisamente una buona idea.

Ma come scegliere i migliori giocattoli didattici? Sicuramente non esiste una spiegazione esaustiva. Innanzi tutto va tenuto conto del principale parametro, ovvero l’età: è normale che un bambino di 2 anni non abbia le stesse esigente di uno che ne ha 7.

Diverse età, diverse esigenze

Dal bebé sino ai ragazzini, le esigenze cambiano così come i desideri… e in tutto ciò non abbiamo calcolato che femminucce e maschietti hanno preferenze spesso molto diverse. Va però specificato come la curiosità del piccolo non va direzionata ma assecondata, seguendo comunque le sue esigenze infatti, potremo proporri il giocattolo che risulta più congeniale.

Per i più piccoli forme e colori

Se stiamo parlando di poco più che un bebé, la scelta ideale potrebbe riguardare particolari giocattoli che sono focalizzati sulle forme, sui colori o sui suoni. In questa fase della crescita infatti, optare per qualcosa di più complesso potrebbe non irritare il bimbo.

Verso le elementari…

Quando si diventa giovanotti, forme e colori diventano decisamente noiose. A questo punto alcuni possono dimostrare i primi interessi verso alcuni giochi da tavolo basilari o giocattoli di costruzioni. Si tratta di una fase molto importante anche se, come già detto, il piccolo non va forzato.

L’interesse verso i giochi elettronici

Prima o tardi succederà: i videogames attireranno l’attenzione dei bambini (soprattutto se maschietti). Si tratta di un tema controverso che non vede un atteggiamento da tenere globalmente riconosciuto.

Contrastare una passione può farla crescere e, se il piccolo dimostra un interesse in tal senso, vietare brutalmente può essere controproducente. D’altro canto non è detto che i giochi elettronici siano il male assoluto: esistono numerosi prodotti non solo adatti ai più piccoli, ma anche estremamente istruttivi.

Sotto questo punto di vista è però importante una costante presenza del genitore che deve aiutare a scegliere i videogames adatti alla fascia d’età dell’interessato, per trasformare un potenziale rischio in una grande opportunità offerta dalla tecnologia moderna.

AVVICINARE UN BAMBINO ALLA LETTURA È UNA MISSIONE IMPOSSIBILE?

Al giorno d’oggi gli stimoli e il fascino che i giochi elettronici propongono ai più piccoli sono un’attrazione spesso irresistibile. Far avvicinare i bambini alla lettura sembra ormai pressoché utopia, tanto più che la scuola (forzando la mano in tal senso) spesso ottiene il risultato di allontanare i giovani da questa attività istruttiva.

Possibile che non esista il modo per anche solo cercare di far conoscere la lettura a un bambino? Le opportunità vi sono, anche se è molto difficile riuscire a proporre e guidare con tatto i più giovani verso ciò che è scritto.

La carta non ha il fascino dell’elettronico, ma esistono alcuni espedienti interessanti…

Se pensate di poter avvicinare un bambino ai libri presentandogli dei tomi voluminosi, avete già perso in partenza. Per rendere accattivante il cartaceo, bisogna cercare di operare per vie traverse.

I fumetti possono essere un buon punto di partenza: dall’intramontabile topolino ad altri personaggi più o meno noti, far viaggiare la fantasia di nuvoletta in nuvoletta può essere il primo passo verso una lunga carriera di lettore.

Le storie a bivi: una via di mezzo tra videogioco e libro

Se invece vogliamo cercare di far interessare nostro figlio direttamente alla letteratura, esistono delle soluzioni (seppur rare) che si rifanno a testi con possibilità di scelte a bivi: una sorta di videogame su carta, sul chiaro stile dei librogame che hanno avuto un buon successo nel nostro paese durante gli anni ‘80 e ‘90.

Forzare un bambino a leggere, vuol dire allontanarlo definitivamente dalla lettura

Proposte le due opzioni soprastanti vi è la possibilità di proporre testi particolarmente adatti all’età in questione o con illustrazioni suggestive. Molto spesso, l’immagine può incuriosire e spingere al passo successivo, ovvero la lettura.

In alcuni casi tutto ciò può essere però inutile: che si tratti di un particolare periodo della vita o di una scelta definitiva, la passione per la letteratura è in parte innata e in parte stimolabile. I bambini che hanno genitori lettori, molto spesso sviluppano la stessa passione a causa dell’effetto imprinting a cui ogni bambino è più o meno soggetto.