I vantaggi dei Kit fai da te per la costruzione di campi da gioco in erba sintetica

I vantaggi dei Kit fai da te per la costruzione di campi da gioco in erba sintetica

L’erba sintetica per lo sport, al contrario dell’erba decorativa che si sta affacciando adesso nei terrazzi e giardini delle nostre case, è un prodotto molto diffuso e conosciuto.
Innanzi tutto è un prodotto destinato al settore “business”, al contrario dell’erba decorativa dove i privati sono la maggioranza, di conseguenza le sue “logiche” di acquisto sono non soltanto dettate da fattori “qualitativo-prestazionali” ma anche e soprattutto da fattori economico-finanziari.

Il primo fattore, legato alla qualità del prodotto, è ancora il “drive” che determina positivamente o negativamente la decisione d’acquisto. Essendo un prodotto “business to business” il “valore” intrinseco della merce acquistata può generare o meno ricadute di successo nell’offerta del servizio. Sebbene si tratti di una superficie molto diversa, si parla di un’attività simile all’arrotatura marmo Roma, secondo svariati punti di vista. In sostanza l’acquisto di un manto in erba sintetica di media o scadente qualità magari non immediatamente percepibile all’atto dell’installazione, vuoi perché all’inizio esteticamente accattivante, si rivela fallimentare quando a distanza di pochi anni emerge in tutta la sua drammaticità. E qui i termini non sono ridondanti. Il rifacimento di un manto che dopo pochi anni di utilizzo è già esausto si rivela davvero un dramma per un operatore del settore.

Significa molte volte e nel migliore dei casi azzerare l’investimento fatto senza nessun margine o, e qui sono dolori, non recuperarlo affatto e letteralmente buttare i soldi dalla finestra.

Va da se quindi quanta e giusta attenzione viene data nella scelta del manto adatto al nostro impianto: che sia il calcio a cinque, il tennis o una superficie polivalente questa deve soddisfare i nostri clienti, noi del centro sportivo e soprattutto le nostre tasche. L’impegno nostro ma crediamo di tutti nel settore è di realizzare manti che durino sempre di più o perlomeno che nella loro vita utile offrano standard di prestazione sopra la media. Questo si ottiene, nei campi da calcio, utilizzando filati ad alto micronaggio nello spessore e con “shape” poco inclini alla frammentazione.

Ma anche il tennis richiede e pretende pavimentazioni che soddisfino si i giocatori ma soprattutto l’ITF senza il cui parere positivo non si ottiene l’omologazione internazionale. E siccome iniziano a giocarsi i tornei di fascia “A”, le qualità del manto in erba sintetica per campi da tennis ormai sono facilmente individuabili: densità di punti e rimbalzo della pallina perfetto.

Come raffrontarsi rispetto ai titolari di centri sportivi?

I titolari di centri sportivi o di tennis club queste “questioni” iniziano a masticarle e sanno al momento di investire in un tappeto in erba sintetica quali caratteristiche “pesare” prima di optare per un fornitore piuttosto che per un altro.

Bisogna anche sottolineare che il mercato negli ultimi anni ha subito una mutazione genetica sia sul versante calcio che quello tennis, anche se il tennis questa mutazione, l’aveva in modo diverso, già subita. Negli anni di boom del calcetto si è assistito ad una vera e propria corsa alla costruzione di impianti ex novo, fenomeno che nel tennis già era avvenuto negli anni d’oro, ’70/’80, di questo sport.

E la trasformazione genetica ha impattato sul tipo di intervento che infatti non è più sul nuovo – un campo di calcio a cinque costruito da zero – ma è prevalentemente di sostituzione e in misura minore di migrazione, dove per migrazione si intende la conversione di una superficie, ad esempio in terra battuta, in erba sintetica.

Come detto, gli ultimi anni hanno fatto assistere allo spostamento sempre più deciso verso la sola sostituzione ovvero il ricambio del vecchio manto esausto in erba sintetica con uno nuovo: assunto valido sia per il tennis che per il calcio a cinque.

Quindi, per ricapitolare, sia il mercato calcio che il mercato tennis, con tempistiche diverse da quelle del calcetto perché molto precedenti, gli impianti per soddisfare la domanda li hanno ormai realizzati.

Esiste come dicevamo un mercato di sostituzione e in parte un mercato di migrazione per entrambi gli sport. Questo cosa sta comportando? Innanzi tutto che i clienti di questo settore non sono più dei neofiti. Sono già passati attraverso un acquisto di erba sintetica per i propri impianti quindi sanno di cosa si tratta ma soprattutto devono solo cambiare il materiale, la pavimentazione.

Ed ecco che l’erba sintetica diventa, non dico una “commodity”, ma certamente un materiale che si può e si vuole cambiare in efficienza di prezzo e perché no, in totale autonomia.
Da qui nasce l’esigenza più che l’idea di offrire materiale di altissima qualità a professionisti del settore, che conoscono il prodotto, e che devono massimizzare i profitti a fronte di investimenti mirati ed intelligenti.

Il kit sia tennis che calcio libera l’operatore del settore dal confronto filtrato dall’installatore con il produttore dell’erba sintetica. L’eliminazione di questo filtro, che non significa eliminazione della figura dell’installatore, rende più trasparente il processo di acquisto oltre a personalizzarlo secondo le proprie esigenze. È fuor di dubbio che poter rivolgersi alla fonte in fase di acquisto, senza intermediari, fluidifica un mercato che in particolare negli ultimi anni anche grazie, eufemismo, alla crisi ha fatto vedere numeri disastrosi.

La figura dell’installatore rimane invariata nel suo ruolo operativo anzi chi sarà in grado di cogliere questa opportunità vedrà ridurre immensamente i rischi finanziari derivanti dall’accollo non solo delle opere ma dei materiali che nella fattispecie della sostituzione rappresentano il 70/80% del valore dell’intervento. E dall’altra parte l’operatore del settore sport potrà finalmente confrontarsi con ogni specialista del settore, produttore o installatore, solo ed esclusivamente per le competenze specifiche di ognuno. Come del resto ormai avviene sempre di più nel “business to business”, regola a cui il settore dell’erba sintetica non si può più sottrarre.

Liquirizia per digerire

Ecco a voi la Liquirizia.

Particolari studi effettuati sulla radice di questa pianta, hanno dato risultati veramente esaltanti! Ma c’è di più! Ho deciso di svelarti un po’ di questi segreti proprio in questo articolo!

È risaputo come le medicine di sintesi, in particolare gli antidolorifici e gli antinfiammatori, possano essere la causa di varie problematiche riguardanti lo stomaco.

A lungo andare, soprattutto nei casi di terapie prolungate, esiste il rischio concreto di incorrere in problemi gravi e fastidiosi quali le ulcere.

Nella liquirizia è contenuto un principio attivo chiamato glicirrizina che, grazie alla sua azione, apporta grossi benefici a chi soffre di dolori di stomaco e difficoltà di digestione.

Ora ti dirò cosa puoi fare per lenire i tuoi disturbi!

Come consigliato dall’Agenzia onoranze funebri Roma, per i dolori riguardanti lo stomaco, è molto consigliato il succo che viene estratto dalla radice della liquirizia. La terapia consiste nell’assumere 1 g di questo succo diluito in 100 ml d’acqua calda. Come dose, quella ottimale è di circa 2 o 3 volte giornaliere.

Per quanto invece riguarda le persone che soffrono di infiammazioni delle mucose gastriche, è importantissimo sapere che, secondo studi accurati, la liquirizia protegge le mucose gastriche, prevenendo e calmando, in particolare, i tanto odiati e dolorosissimi crampi ad intestino e allo stomaco. La cura in questi casi è una Tisana di liquirizia da bere (3 tazze di al giorno).

Come abbiamo detto, la proprietà più importante di questa pianta è quella che riguarda la cura e la prevenzione delle ulcere dello stomaco.

La liquirizia può dare un grosso aiuto a chi soffre di ulcere gastriche di tipo non emorragico per lenirne i disturbi ma soprattutto è in grado di bloccarne lo sviluppo.

Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che la liquirizia protegge le mucose gastriche, prevenendo e sciogliendo i crampi di stomaco e intestino. La posologia è di 3 tazze per un periodo continuativo che va dalle 4 alle 6 settimane per notare dei risultati davvero considerevoli. La costanza in questi casi è davvero importante.

Grazie a queste ottime proprietà, la liquirizia può essere utilizzata per la cura di questi disturbi al pari dei farmaci più conosciuti in medicina.

Le controindicazioni principali della liquirizia sono due

La liquirizia è vivamente sconsigliata, se non in moderatissime dosi, per chi soffre di pressione alta.
In gravidanza un largo consumo faciliterebbe l’aumento delle possibilità di problemi cognitivi e comportamentali nei neonati (come da fonte American Journal of Epidemiology)
Come avrai potuto capire, in natura sono presenti prodotti che possono veramente aiutarci per prevenire alcuni problemi senza dover subito ricorrere alle medicine di sintesi che spesso sono molto dannose.

Utilizzare prodotti naturali molto spesso significa vivere in modo migliore la nostra vita.

Materiali per i pavimenti: quali scegliere?

Per sua stessa natura, il pavimento è qualcosa che viene continuamente calpestato, ma riveste comunque una certa importanza all’interno di ogni casa, ufficio o locale.

Nonostante il pavimento sia spesso nascosto da mobili e tappeti, e nonostante si faccia spesso mettere i piedi in testa, non si può certo dire che sia una componente poco importante di ogni stanza. A seconda del tipo di pavimento che scegliamo, la nostra casa o il nostro negozio acquisteranno un certo stile e una luce particolare, per non parlare poi dei mosaici artistici, capaci di rendere ogni stanza davvero unica. In un contesto del genere, l’arrotatura marmo Roma, può essere utilissimo per evitare qualunque tipo di problema. Quando si realizza la posa in opera di pavimenti, dunque, bisogna scegliere attentamente il tipo di pavimentazione e i materiali che vogliamo usare, e non solo per motivi estetici: un materiale potrebbe avere delle caratteristiche per cui si presta meglio di altri ad essere posto in ambienti che necessitano di un’igiene massima o di un efficace isolamento termico. Bisogna inoltre tenere presente che il pavimento non è come un tavolino o una sedia, che possiamo decidere di cambiare spesso, è invece un elemento che si spera duri per molto tempo.

Scegliere il pavimento giusto, soprattutto se si hanno dei bambini piccoli

Per tutti questi motivi quella del pavimento è una scelta importante, da non prendere alla leggera, una scelta che bisogna fare tenendo in considerazione sia lo stile della stanza, perché certamente il fattore estetico ha un certo peso, che la funzionalità. Molti sono i materiali usati per i pavimenti, dal legno al marmo, dalla resina al porfido, e ognuno si presta per un particolare uso. Innanzitutto possiamo fare una prima distinzione tra pavimentazioni esterne e per interni. Nel primo caso, possiamo scegliere tra il porfido, un materiale antico ma mai fuori moda, il cotto, la betonella e il klinker, ma possiamo optare anche per una pavimentazione in pietra, in marmo o granito o addirittura per il legno (esistono infatti dei parquet particolarmente resistenti e adatti quindi anche per gli esterni). Tutti questi materiali sono adatti per portici, giardini e terrazze, e li si può scegliere in base al proprio gusto personale e allo stile della casa.

La scelta

La scelta è molto ampia anche per quanto riguarda i pavimenti per ambienti interni. Ci sono ambienti in cui l’igiene è di massima importanza, come nei bagni o in locali frequentati da bambini molto piccoli. In questi casi la scelta migliore è puntare sui pavimenti in resina, che offrono molti altri vantaggi. Innanzitutto, questi tipi di pavimenti possono essere sovrapposti al pavimento già presente, il che riduce di molto i costi della posa in opera. Un altro vantaggio è dato dal fatto che i pavimenti in resina non hanno né fessure, né fughe, il che facilita molto le operazioni di pulizia. Tra gli altri materiali usati per gli interni, non si può non citare il legno. I pavimenti in legno hanno innumerevoli vantaggi: il legno è un ottimo isolante termico e acustico, ma è anche uno dei materiali più belli da vedere, capace di rendere ogni stanza calda e accogliente. Alcuni tipi di parquet, inoltre, sono molto resistenti all’umidità, e possono essere quindi impiegati, oltre che per le camere da letto, anche per i bagni e le cucine, oltre che per le pavimentazioni esterne. Il marmo, infine, è un materiale particolarmente indicato se vogliamo dare un tocco di lusso ed eleganza alla nostra casa, ma sia la posa in opera che il materiale stesso possono risultare molto costosi.

Se un libro per bambini piace anche agli adulti

Spesso considerati come una sotto categoria ad esclusivo uso dei lettori più piccoli, i libri e i racconti per ragazzi ultimamente stanno riscuotendo un grande successo anche tra chi ha superato da un po’ la maggiore età. Il caso più esemplare e più eclatante, in questo senso, è probabilmente quello do Harry Potter, il maghetto partorito dalla mente di J.K. Rowling e diventato ormai un cult non solo per i bambini, ma anche per i più grandicelli. Tra gli appassionati del maghetto non ci sono infatti solo fanciulli e ragazzini alle prese con la lettura dei loro primi romanzi, ma anche lettori più grandi e in molti casi già scafati. E cosa non meno significativa, le gesta di Harry Potter sono ormai diventate argomento di tesi e di corsi di laurea.

Quando si parla di qualcosa che è estremamente piacevole, si pensa al veglione e allo Sheraton Roma capodanno. In un contesto così lussuoso, passare il 31 dicembre non può che essere un’esperienza straordinaria. L’interesse suscitato dai romanzi della Rowling su tutte le fasce di età è in realtà solo la punta dell’iceberg, un iceberg che comprende anche il genere Fantasy, con Il Signore degli Anelli in primis, e autori che ormai sono diventati dei classici della letteratura tout-court, e non solo della letteratura per l’infanzia. Le opere di Roald Dahl, per esempio: amatissimo da varie generazioni di bambini, i libri del narratore britannico – ma di origine norvegese – sono delle spassosissime letture anche per chi non è più bambino. Non è un caso che molti dei libri scritti dal buon vecchio Dahl abbiano dato vita a delle strepitose trasposizioni cinematografiche, a film amati tanto dagli adulti quanto dai bambini, come nel caso de La fabbrica di cioccolato (in entrambe le trasposizioni, quella più recente ad opera di Tim Burton e quella di Mel Stuart del 1971) e di Fantastic Mr Fox.

Opere per bimbi e ragazzini… o forse no?

Ci si potrebbe chiedere come mai queste opere, catalogate come storie per ragazzi o bambini, piacciano sempre di più anche agli adulti. Qualcuno potrebbe parlare di una sorta di regressione alla fanciullezza (che nell’epoca della sindrome di Peter Pan e dei bamboccioni cadrebbe a pennello), o di un semplice divertissement senza pretese. In realtà il motivo per cui questi libri piacciono tanto anche agli adulti è perché sono scritti bene, sono avvincenti, sono divertenti e commoventi, ossia hanno, se non tutte, molte delle caratteristiche che si ricercano nei libri che si leggono. Ritorniamo ad esempio sulle opere di Roald Dahl: pochi libri possono vantare lo stesso senso dell’umorismo e il sarcasmo che caratterizzano libri quali Matilda, Gli Sporcelli o il GGG, e sfido qualsiasi adulto grande e grosso a leggere qualche pagina di questi o di altri romanzi senza farsi una bella risata. E l’uso eccellente delle parole e delle tecniche per tenere il lettore incollato al libro nell’attesa di cosa succederà nel capitolo successivo sono, per così dire, senza età. Certo le trame, spesso fantasiose, per non dire irreali, cozzano un po’ con la percezione del reale che (molti) adulti hanno acquisito con l’età, e potrebbero quindi non facilitare l’immedesimazione con i personaggi. Ma i sentimenti di fondo, le riflessioni e i messaggi lanciati da alcuni di questi bravissimi autori di libri per l’infanzia possono davvero essere considerati universali, e per questo possono essere apprezzati anche da chi dell’infanzia ha solo un ricordo sognante.

Certo anche nel campo dei libri per l’infanzia le generalizzazioni non sono possibili, e non si può negare che molti libri per bambini non sono in grado di appassionare più, dopo una certa età, ma se vi capita di leggere un libro di vostro figlio o del vostro fratellino minore, e questo vi cattura irrimediabilmente, non preoccupatevi: non vi state appassionando ad una storia per bambini, ma semplicemente ad un buon libro.

Moda e pubblicità: provini e casting per i bambini

Le agenzie di moda e pubblicità per bambini si trovano prevalentemente ad operare nelle grandi città, in particolare Milano, Roma e Firenze, ma è possibile trovarne di ottime e serie anche nelle zone geografiche dove operano le aziende più importanti del settore dell’abbigliamento per bambini.

Grazie ad internet, poi, è possibile individuare dove si svolgono i vari casting per la selezione dei bambini verificando così se si posseggono o meno i requisiti per partecipare alla selezione, ovvero età, eventuali dettagli fisici, ecc. In tal senso, un buon posizionamento s.e.o. Roma può comportare una grande visibilità, che si traduce in vantaggi alquanto interessanti sia per l’azienda che per i giovani modelli.

Book fotografico per i giovani modelli

A differenza delle modelle e modelli adulti, per i quali il book fotografico è essenziale, le agenzie di moda per bambini non richiedono la presentazione di foto particolarmente curate e realizzate da professionisti proprio perché i piccoli modelli, soprattutto fino ai 5-8 anni, sono soggetti a cambiamenti continui e quindi una spesa di questo tipo sarebbe inutile. Per le agenzie di moda è essenziale valutare nel momento stesso dei provini, quali bambini possono o non possono essere adatti per quella determinata sfilata di moda o pubblicità, a prescindere da eventuali foto.

Inoltre per capire se ci si trova ad avere un rapporto con una seria agenzia di moda per bambini, è importante evitare tutte quelle strutture o personaggi ambigui che chiedono del denaro in cambio di possibilità di lavoro, ecc. Le serie agenzie di moda per bambini non hanno alcun motivo per chiedere alcuna cifra, neppure a titolo di rimborso e, tra l’altro, compensano sempre i piccoli modelli o con denaro o con capi di abbigliamento o altri oggetti di valore.

A ulteriore conferma della loro correttezza, le agenzie di moda per bambini comunicano sempre ai genitori, prima di iniziare il lavoro, da quale azienda è stato commissionato e quale sarà l’uso e la destinazione delle immagini. Anche in questo ambito infatti, bisogna fare grande attenzione affinché non si sfrutti l’immagine dei piccoli modelli

Harry Potter e i libri stregati

La lunga saga di Harry Potter ha coinvolto milioni di lettori in tutto il mondo, è stato un evento editoriale di enorme portata, una serie di eventi anzi, una concatenazione di successi che ha trasformato un romanzo, una storia per ragazzi, in un fenomeno di massa. Harry Potter è entrato in quasi ogni casa, e non certo a forza. Non ha bussato alla porta, è stato semplicemente fatto entrare. Il suo nome ha circolato di bocca in bocca, fra gli appassionati e chi lo ha criticato, fra gli scettici e i curiosi. La saga non ha tardato ad essere proposta sul grande schermo, ma anche nella pubblicità dalla famosa azienda di drawer handles pulls, oltre che nei videogiochi della playstation.

Attorno al piccolo mago di Hogwarts si è sviluppato un giro di affari spaventoso. E’ passato senza quasi neanche accorgersene dalla carta stampata alla celluloide. Se prima era soltanto un nome su un foglio di carta, se viveva nella nostra immaginazione, se prima a dare un volto a quel nome eravamo noi lettori, in breve il cinema ci ha imposto il suo aspetto: gli occhiali tondi, la cicatrice, i capelli lisci a coprirla, la sua espressione, la voce hanno sostituito tutto ciò che la nostra fantasia aveva creato. Se prima esistevano tanti Harry Potter quanti erano i suoi lettori, adesso ne esiste uno per tutti: ne resterà soltanto uno! …come una sorta di highlander il personaggio cinematografico di Harry Potter ha vinto la battaglia sull’immagine personale che ognuno di noi aveva disegnato nella propria mente. E così libro e film hanno viaggiato di pari passo, su due binari paralleli, su due parallele aspettative.

Non è difficile intuire da cosa è stato determinato il successo di Harry Potter. La saga, il suo inizio prima di tutto, possiede ogni ingrediente per una ricetta editoriale in grado di stuzzicare l’appetito di ogni lettore: un orfano, una misteriosa scuola di magia in un’altra dimensione, un intero mondo magico, una serie di singolari ed impossibili personaggi, il male che giunge improvviso e i buoni sentimenti che hanno il sopravvento sulle avversità. Un mosaico di elementi che si incastonano l’uno all’altro perfettamente fino a formare una storia avvincente ed originale.

Harry Potter, l’orfano

La situazione familiare di Harry Potter è tale da destare immediatamente curiosità e solidarietà. Un bambino che non ha neanche conosciuto i propri genitori, costretto ad abitare con parenti che non lo sopportano, relegato in un sottoscala, mal voluto e solo: è in questo triste scenario che si va formando il carattere di Harry Potter, che si plasmano i suoi ideali, che la sua onestà si riveste di una corazza indistruttibile.

Harry Potter è l’orfano: il segreto della sua fama è racchiuso in quella parola. E quella parola scotta. Nessuno, nel mondo magico, ignora la sua storia, la storia della sua infanzia, nessuno ignora cosa sia capitato ai suoi genitori e perché. Harry Potter, quando fa il suo ingresso nel mondo magico, è già famoso. Si porta dietro, inconsapevolmente, una sanguinosa scia di omicidi e magia nera. Ma si porta dietro anche una speranza.

L’orfano ritroverà la famiglia perduta. Attorno a lui non attirerà solo curiosi e nemici, ma anche validi alleati. Un silente esercito che farà sentire la sua forza e la sua determinazione, che farà parlare di sé, che sarà temuto e ostacolato.

Harry Potter non passa inosservato. Al suo passaggio sguardi e mormorii si levano ovunque. E’ più che naturale, quindi, che neanche il suo passaggio nel nostro mondo, nel mondo reale, passasse inosservato.

Harry Potter e la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts

Non è soltanto una questione di magia. E’ un ritorno alle antiche atmosfere, ai racconti narrati davanti al camino, alla fantasia popolare, al folclore e alle tradizioni. Gli scenari di Hogwarts e delle limitrofe località ci dipingono un’Inghilterra fantastica e favolistica, un mondo dove tutto è possibile.

Il castello ha da sempre suscitato un vivo interesse nel pubblico, sia per l’alone di mistero ed antichità che lo avvolge sia per quell’aura di terrore che lo ha da sempre contraddistinto. Dimora ancestrale di signori e reggenti, teatro di battaglie ed assedi, pittoresca architettura che impone la sua presenza secolare non sfigurando mai di fronte alle moderne simmetrie.

Hogwarts ha il mistero che attrae e il calore di una famiglia. E’ lo scorrere di un diario scolastico che ripercorre le vicissitudini di studenti alle prese con un potere più grande di loro. E’ anche su questo aspetto che ha giocato la Rowling: ha narrato di scuola senza annoiare, ha scritto di lezioni ed esami tenendo col fiato sospeso i suoi lettori, perché ogni lezione aveva un che di magico, creava aspettativa, suspense.

I giorni trascorsi ad Hogwarts sono un susseguirsi di elementi quotidiani ed unici ad un tempo, che si alternano e mescolano in un tripudio di colpi di scena: professori ed alunni, foreste stregate e centauri, lezioni ed esami, i momenti sporadici ma intensi nella capanna di Hagrid ai margini della Foresta Proibita, il ritorno a casa durante le festività e le vacanze estive, le scorribande nei meandri segreti del castello, le lotte e le battaglie contro le forze oscure.

In questo miscuglio di scene e situazioni il lettore resta rapito dalle pagine dei libri, come se fossero stregati. E forse è proprio così, forse la Rowling ha intessuto di un pizzico di magia, anzi di stregoneria, i sette libri di Harry Potter, creando un incantesimo che non può essere rotto.

Harry Potter e il Mondo Magico

Harry Potter ha vissuto la sua infanzia nel mondo dei Babbani, il nostro, quello reale in poche parole. Il suo ingresso nella società magica è stato ostacolato dai suoi parenti, ma infine un ingresso c’è stato. L’entrata in scena di Harry Potter nel mondo magico ha giocato un ruolo importante nell’intera storia, un ruolo delicato, che non poteva fallire la sua missione, pena il crollo dell’intera saga.

I romanzi di Harry Potter, classificati come fantasy, non ricadono propriamente nell’accezione più comunemente conosciuta e diffusa del termine. Da un fantasy ci si aspetta un mondo fantastico, partorito cioè dalla fantasia dello scrittore, luoghi immaginari popolati da strane creature ed umani. Mentre Harry Potter abita semplicemente al numero 4 di Privet Drive, in una cittadina, seppur inventata (Little Whinging), nelle vicinanze di Londra.

Non sa nulla di magia e stregoneria, di maghi e creature magiche, di bacchette e manici di scopa. Non sa nulla neanche il lettore di tutto questo né deve saperlo. E’ questo il segreto. Il suo mondo ci viene prospettato come un mondo “normale”, dove gli uomini conducono la propria esistenza come meglio possono, come la vivono i lettori stessi.

Harry Potter conosce la magia nel momento stesso in cui la conosce il suo lettore. Le sue sensazioni e il suo scetticismo sono quelli del lettore. La Rowling li introduce al mondo magico improvvisamente ma con studiata armonia. Tutto accade nel momento in cui deve accadere, tutto si svolge secondo un preciso schema, ed Harry Potter e il lettore non hanno più dubbi: la magia esiste.

Harry Potter e le Creature Magiche

Nella letteratura fantastica le creature magiche, comprendendo in questo insieme i mostri, le razze dotate di poteri straordinari, ogni essere vivente che si discosti dalla cosiddetta normalità, hanno da sempre giocato un ruolo determinante nella trama.

L’apparizione in scena di una creatura fantastica, leggendaria, ha molteplici scopi. Crea innanzitutto curiosità. Il lettore ne ha sentito parlare perché frutto di leggende, di racconti popolari. Fa parte della sfera dell’Ignoto: una sorta di buco nero che attrae ogni cosa. Crea tensione. Una creatura pericolosa porta scompiglio, azione, decisioni improvvise. Avvince il lettore e non lo fa staccare dal libro. Crea un intervento risolutore. Come il deus ex machina del teatro greco, una creatura fantastica giunge improvvisa a risolvere una situazione senza via d’uscita.

Dalle creature pericolose e non troppo legali allevate dal gigantesco Hagrid ai Centauri, dai draghi imprigionati agli Elfi domestici, nei libri di Harry Potter ritroviamo i personaggi delle vecchie leggende accanto ad altri, nuovi portenti della natura. Sono creature temute ed amate, che arricchiscono la storia e rendono gli avvenimenti più completi.

Harry Potter e Voldemort

E’ l’eterna lotta fra il Bene e il Male. E’ l’innocenza costretta a difendersi dall’anima nera. E’ la base su cui si fonda la letteratura fantastica, le fondamenta su cui erigere l’intera storia, gli episodi, gli avvenimenti.

Nel suo aspetto fanciullesco, indifeso, pulito, Harry Potter non può immaginare né accettare la sua missione. La proporzione Potter-Voldemort non sembra lasciare dubbi sulla sorte del primo. La differenza è schiacciante. Lo è perché Harry Potter è il vero eroe della storia. La figura del ragazzo-che-è-sopravvissuto si incarna a perfezione nel suo ruolo, che si discosta dall’antica iconografia eroica che vedeva nel campione figure tutto muscoli e forza bruta. Harry Potter rappresenta il vero riscatto del bene, che non ha bisogno della forza fisica per imporsi sul male.

Il binomio Potter-Voldemort è il filo conduttore dell’intera saga. Tutto ha inizio quando la storia è già cominciata, sebbene all’oscuro di Harry. Il suo passato, che ritorna nel corso della storia, è il prologo che non è stato scritto. Lo si legge fra le righe, lo si apprende di volta in volta durante la vicenda, ora raccontato da un personaggio ora da un altro, e si completa soltanto al termine degli eventi.

Il prologo inesistente è il cuore della saga. Un altro espediente della Rowling, che ha saputo costruire in maniera efficace su un antefatto non narrato sette romanzi che non hanno tradito nessuna aspettativa. La storia procede da sé, lungo la strada aperta da quell’antefatto, si sviluppa, si dirama, si conclude. Il prologo diviene così epilogo: tutto il resto scompare, si annulla, sembra non essere mai esistito. Harry Potter era di fronte a Tom Riddle, bambino incosciente ed inconsapevole, e si ritrova di fronte a Tom Riddle, ragazzo ormai maturo, ma questa volta cosciente e consapevole.

Due attori che si incontrano di nuovo, ma su un differente palcoscenico. Amici e nemici divengono improvvisamente spettatori dell’ultima battaglia, estranei a ciò che stanno osservando. Ed il prologo torna a vivere, la sua non-narrazione esce dalla clandestinità in modo che tutti, protagonisti e lettori, possano assistere ad un evento accaduto anni prima, un evento che si ripete, ma con una forza d’urto decisiva ed impressionante.

Harry Potter, Ron, Hermione e l’esercito silente

Harry Potter non può combattere la sua battaglia da solo. Ha bisogno di alleati, non solo di nemici. E gli alleati devono esser scelti con cura. Ron Weasley, un ragazzo la cui famiglia non è certo benestante, viene da un ambiente semplice, quindi puro. Hermione, figlia di genitori babbani, intelligente, studiosa, è il lato riflessivo del gruppo. Si può affermare che siano uno l’opposto dell’altra, e come due opposti si attraggono. Insieme saranno le due coscienze di Harry Potter, l’uno, per solidarietà maschile, tende ad assecondarlo, l’altra, nella sua posatezza, responsabile e dotata di maggior giudizio, riporta Harry dentro i binari.

Sono due elementi essenziali nell’intera saga. Sono i compagni di viaggio, ma anche di tante battaglie e scorrerie nei corridoi bui della scuola, da cui Harry non si separa. Si completano a vicenda, un trio onnipresente che riesce dove Harry da solo non sarebbe riuscito.

La Rowling ha introdotto quindi nella lunga storia di Harry Potter dei personaggi chiave, con i quali ha potuto, sapientemente, aprire una serie innumerevole di porte all’interno della narrazione.

L’esercito silente ha nel trio Harry, Ron e Hermione la sua prima e massima rappresentanza. Ma si arricchisce poi di altri personaggi, di altri studenti della scuola, che divengono così nuovi alleati. E’ l’Esercito di Silente, che agisce nell’ombra e nel silenzio, un movimento nato per contrastare il male, e che verrà esso stesso contrastato.

I piccoli riescono là dove i grandi non hanno nemmeno osato pensare. E i lettori sono gli stessi membri dell’esercito silente, sono studenti o adulti che conducono una vita media, nessuno è un eroe, nessuno ha grandi battaglie da combattere, ma diritti da far rispettare sì, ingiustizie subite anche.

I segreti di Harry Potter

E’ su questo che ha puntato la Rowling: ha reso il lettore protagonista delle sue storie. Harry Potter è il lettore stesso, ognuno di noi rivede se stesso proiettato nelle pagine dei libri, rivive la sua infanzia, il periodo della scuola, le amicizie, le delusioni e i nemici.

La saga di Harry Potter è un tributo all’amicizia, ai buoni sentimenti, al bene che contrasta e sempre dovrà contrastare il male. In una sorta di rivoluzione contro il potere di autorità superiori, il lettore partecipa e parteggia per Harry e i suoi amici, lo segue e favoreggia dall’inizio alla fine.

La Rowling ci lancia un messaggio inequivocabile: lottare, senza arrendersi, per far vincere la giustizia. Ha costruito una saga su questo messaggio. Lo ha ribadito in ben sette libri. Ha creato un personaggio divenuto un fenomeno editoriale, ne ha fatto la speranza di tutti.

Harry Potter è l’eroe immortale di cui si parlerà sempre. Nel bene e nel male. E’ il ragazzo-che-è-sopravvissuto. E’ il personaggio che sopravviverà.

GIOCATTOLI SICURI PER I NOSTRI BAMBINI: COME RICONOSCERLI?

Per qualunque genitore degno di questo nome, la sicurezza dei figli viene prima di ogni altra cosa. Si tratta di un campo davvero molto delicato che va a toccare l’ambiente domestico sotto diversi punti di vista, tra i quali spiccano i giochi.

Proporre giocattoli sicuri ai nostri bambini, soprattutto se sono particolarmente piccoli e tendono quindi a metterli in bocca, è una priorità mai più attuale quanto oggi. Nonostante la tecnologia e i controlli infatti, sul mercato vengono rilasciati oggetti per i più piccoli che spesso non hanno i requisiti per essere considerati sicuri.

Il marchio CE: una parziale garanzia per i giocattoli sicuri

In soccorso dei genitori arriva però il marchio CE, che determina la regolare commercializzazione del prodotto all’interno dell’Unione Europea. In tal senso, materiali pericolosi se non proprio tossici, dovrebbero essere esclusi a priori.

La certezza però riguardo a un giocattolo e l’annessa sicurezza, non possono limitarsi ad un marchio (tra l’altro facilmente falsificabile). Non solo: per ironia della sorte, sempre che si tratti di casualità, il marchio CE è molto simile a quello della China Export… un caso?

Il problema arriva da oriente… ma non solo?

Il mercato asiatico, capace di competere sia quantitativamente che per quanto riguarda il prezzo, ha conquistato una posizione predominante per quanto riguarda il settore ludico dei più piccoli.

A dispetto di costi irrisori però, la qualità delle mercanzie è spesso scadente se non tossico: nonostante le autorità si prodighino per contrastare questi prodotti pericolosi, la mole del mercato è talmente impressionante da rendere impossibile un controllo capillare.

Al di là di questi problemi, va calcolato come un prodotto seppur conforme alle normative europee, può avere pezzi masticabili e strappabili che possono essere pericolosi. In tal senso però, sono i genitori che devono anche prestare particolare attenzione non solo al prodotto ma anche al comportamento del proprio pargolo.

C’è chi si batte per garantire la massima sicurezza

Quando il seppur marchio CE non basta, esistono numerose associazioni o fondazioni che operano nel campo della sicurezza dell’infanzia. Si tratta di un campo infatti, che si presta ad interpretazioni e ad un mercato mutevole ed estremamente rapido.

Questi gruppi di persone, si occupano di valutare la sicurezza dei giocattoli giudicandone la componentistica e i materiali usati, rendendo un servizio davvero notevole soprattutto per i genitori più apprensivi.

COME SCEGLIERE I MIGLIORI GIOCATTOLI DIDATTICI PER I NOSTRI BAMBINI

Durante la fase di crescita intellettuale e fisica, tutto ciò che è ludico assume un’importanza davvero notevole per i nostri bambini. Se è vero che ogni tipo di gioco può essere stimolante, va anche detto che cercare di proporre al bimbo/a dei giocattoli che aiutino il suo sviluppo mentale, sarebbe decisamente una buona idea.

Ma come scegliere i migliori giocattoli didattici? Sicuramente non esiste una spiegazione esaustiva. Innanzi tutto va tenuto conto del principale parametro, ovvero l’età: è normale che un bambino di 2 anni non abbia le stesse esigente di uno che ne ha 7.

Diverse età, diverse esigenze

Dal bebé sino ai ragazzini, le esigenze cambiano così come i desideri… e in tutto ciò non abbiamo calcolato che femminucce e maschietti hanno preferenze spesso molto diverse. Va però specificato come la curiosità del piccolo non va direzionata ma assecondata, seguendo comunque le sue esigenze infatti, potremo proporri il giocattolo che risulta più congeniale.

Per i più piccoli forme e colori

Se stiamo parlando di poco più che un bebé, la scelta ideale potrebbe riguardare particolari giocattoli che sono focalizzati sulle forme, sui colori o sui suoni. In questa fase della crescita infatti, optare per qualcosa di più complesso potrebbe non irritare il bimbo.

Verso le elementari…

Quando si diventa giovanotti, forme e colori diventano decisamente noiose. A questo punto alcuni possono dimostrare i primi interessi verso alcuni giochi da tavolo basilari o giocattoli di costruzioni. Si tratta di una fase molto importante anche se, come già detto, il piccolo non va forzato.

L’interesse verso i giochi elettronici

Prima o tardi succederà: i videogames attireranno l’attenzione dei bambini (soprattutto se maschietti). Si tratta di un tema controverso che non vede un atteggiamento da tenere globalmente riconosciuto.

Contrastare una passione può farla crescere e, se il piccolo dimostra un interesse in tal senso, vietare brutalmente può essere controproducente. D’altro canto non è detto che i giochi elettronici siano il male assoluto: esistono numerosi prodotti non solo adatti ai più piccoli, ma anche estremamente istruttivi.

Sotto questo punto di vista è però importante una costante presenza del genitore che deve aiutare a scegliere i videogames adatti alla fascia d’età dell’interessato, per trasformare un potenziale rischio in una grande opportunità offerta dalla tecnologia moderna.

AVVICINARE UN BAMBINO ALLA LETTURA È UNA MISSIONE IMPOSSIBILE?

Al giorno d’oggi gli stimoli e il fascino che i giochi elettronici propongono ai più piccoli sono un’attrazione spesso irresistibile. Far avvicinare i bambini alla lettura sembra ormai pressoché utopia, tanto più che la scuola (forzando la mano in tal senso) spesso ottiene il risultato di allontanare i giovani da questa attività istruttiva.

Possibile che non esista il modo per anche solo cercare di far conoscere la lettura a un bambino? Le opportunità vi sono, anche se è molto difficile riuscire a proporre e guidare con tatto i più giovani verso ciò che è scritto.

La carta non ha il fascino dell’elettronico, ma esistono alcuni espedienti interessanti…

Se pensate di poter avvicinare un bambino ai libri presentandogli dei tomi voluminosi, avete già perso in partenza. Per rendere accattivante il cartaceo, bisogna cercare di operare per vie traverse.

I fumetti possono essere un buon punto di partenza: dall’intramontabile topolino ad altri personaggi più o meno noti, far viaggiare la fantasia di nuvoletta in nuvoletta può essere il primo passo verso una lunga carriera di lettore.

Le storie a bivi: una via di mezzo tra videogioco e libro

Se invece vogliamo cercare di far interessare nostro figlio direttamente alla letteratura, esistono delle soluzioni (seppur rare) che si rifanno a testi con possibilità di scelte a bivi: una sorta di videogame su carta, sul chiaro stile dei librogame che hanno avuto un buon successo nel nostro paese durante gli anni ‘80 e ‘90.

Forzare un bambino a leggere, vuol dire allontanarlo definitivamente dalla lettura

Proposte le due opzioni soprastanti vi è la possibilità di proporre testi particolarmente adatti all’età in questione o con illustrazioni suggestive. Molto spesso, l’immagine può incuriosire e spingere al passo successivo, ovvero la lettura.

In alcuni casi tutto ciò può essere però inutile: che si tratti di un particolare periodo della vita o di una scelta definitiva, la passione per la letteratura è in parte innata e in parte stimolabile. I bambini che hanno genitori lettori, molto spesso sviluppano la stessa passione a causa dell’effetto imprinting a cui ogni bambino è più o meno soggetto.