Avvicinare un bambino alla lettura è una missione impossibile?

Standard

Al giorno d’oggi gli stimoli e il fascino che i giochi elettronici propongono ai più piccoli sono un’attrazione spesso irresistibile. Far avvicinare i bambini alla lettura sembra ormai pressoché utopia, tanto più che la scuola (forzando la mano in tal senso) spesso ottiene il risultato di allontanare i giovani da questa attività istruttiva.

Possibile che non esista il modo per anche solo cercare di far conoscere la lettura a un bambino? Le opportunità vi sono, anche se è molto difficile riuscire a proporre e guidare con tatto i più giovani verso ciò che è scritto.

La carta non ha il fascino dell’elettronico, ma esistono alcuni espedienti interessanti…

Se pensate di poter avvicinare un bambino ai libri presentandogli dei tomi voluminosi, avete già perso in partenza. Per rendere accattivante il cartaceo, bisogna cercare di operare per vie traverse.

I fumetti possono essere un buon punto di partenza: dall’intramontabile topolino ad altri personaggi più o meno noti, far viaggiare la fantasia di nuvoletta in nuvoletta può essere il primo passo verso una lunga carriera di lettore.

Le storie a bivi: una via di mezzo tra videogioco e libro

Se invece vogliamo cercare di far interessare nostro figlio direttamente alla letteratura, esistono delle soluzioni (seppur rare) che si rifanno a testi con possibilità di scelte a bivi: una sorta di videogame su carta, sul chiaro stile dei librogame che hanno avuto un buon successo nel nostro paese durante gli anni ‘80 e ‘90.

Forzare un bambino a leggere, vuol dire allontanarlo definitivamente dalla lettura

Proposte le due opzioni soprastanti vi è la possibilità di proporre testi particolarmente adatti all’età in questione o con illustrazioni suggestive. Molto spesso, l’immagine può incuriosire e spingere al passo successivo, ovvero la lettura.

In alcuni casi tutto ciò può essere però inutile: che si tratti di un particolare periodo della vita o di una scelta definitiva, la passione per la letteratura è in parte innata e in parte stimolabile. I bambini che hanno genitori lettori, molto spesso sviluppano la stessa passione a causa dell’effetto imprinting a cui ogni bambino è più o meno soggetto.